«Lo specchio vuoto», disse. «Se riuscissi davvero a comprenderlo, non ci sarebbe più nulla qui da cercare.»
The Empty Mirror — Lo Specchio vuoto
Quando smetti di cercare, inizi a vedere.
Inizialo.
Alle porte del tempio, il mondo svanisce. Avanzi, non per certezza ma per necessità — una fame silenziosa che le parole non sanno nominare. Qui l’aria sembra più lenta, consapevole di ogni respiro. Non è un arrivo, ma una resa — il primo, piccolo gesto di scomparsa.
Spezzalo.
Dentro l’immobilità, i rituali diventano specchi. Ogni gesto, ogni silenzio, rivela ciò che cercavi di non vedere. Piangi prima dell’atto finale — non per disperazione, ma per riconoscimento. Ciò che cercavi non è mai stato fuori da te. Per risvegliarsi, qualcosa deve spezzarsi.
Sognalo.
Attraverso la luce d’autunno, una presenza ritorna — non un ricordo, non un’illusione, ma qualcosa di familiare e integro. Amore e perdita si dissolvono in un equilibrio silenzioso. Ti vedi riflesso in ciò che un tempo era sconosciuto. Per un istante, tutto è immobile. E il sogno continua.